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DIRITTO ALLA TRADUZIONE

In tutte le fasi processuali sia che si tratti di atti verbali, come l’ascolto dei testimoni, o di quelli scritti, viene utilizzata la lingua italiana.

Quando la vittima non parla italiano e deve partecipare ad un processo, ha il diritto di nominare un interprete. Ad esempio, se la vittima è russa e non parla italiano, viene nominato un interprete la cui funzione è tradurre in italiano tutto ciò che viene detto dalla vittima, nonché tradurre in russo in modo che la vittima possa comprendere quanto detto o chiesto in italiano.

Quando la vittima è sorda o ha problemi di udito, viene nominato un interprete della lingua dei segni.
Nel caso di una vittima muta, le domande vengono fatte oralmente e la risposta viene data per iscritto.
Nel caso di minore età o infermità di mente, la vittima può ottenere la nomina di un Curatore Speciale.

Il ruolo dell’interprete in queste situazioni è molto importante per far sì che la vittima possa capire ciò che gli viene comunicato, e in modo che partecipi attivamente al processo.

La nomina di un interprete è gratuita.